distanze

M. stappa un’altra bottiglia. I bicchieri attendono pazienti di essere riempiti. Non hanno fretta. Stanotte il tempo non conta. A. accende l’ennesima sigaretta, e non sarà l’ultima della serata. Le parole tornano a riempire la stanza senza alcuna direzione. Ogni tanto catturano qualche ricordo lontano e lo gettano sulla tavola. Un tempo non avevano discorsi senza destinazione: il mondo li guardava, si aspettava qualcosa da loro. La verità non poteva aspettare, dovevano sfruttare ogni momento per trovarla. Questo pensavano.

Ora colmano le distanze. Ci sono vuoti che pretendono racconti. M. non torna spesso a Milano. V. presto avrà un figlio. P. si è candidato. A. non capisce bene, ma la cosa non gli dispiace. Il cinismo delle risate li protegge dai pensieri più scomodi e il sapore caldo del vino fa il resto. Le cose non sono andate come si aspettavano, ma forse è troppo presto per tirare le somme. Ci hanno incatenato alle nostre ambizioni, pensa A., come se la vita nascondesse soluzioni che solo noi possiamo trovare.

Andranno avanti a parlare ancora per ore. Spingeranno il momento dei saluti sempre più in là. Forse non se lo diranno, ma sono felici di ritrovarsi. È la felicità di un momento, certo. Ma hanno imparato ad accontentarsi. Forse.

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