L’ultimo giorno d’estate

Quel giorno il vento soffiava forte, avevano dovuto chiudere l’ombrellone perché non volasse via, piccole bandiere rosse s’agitavano furiose aggrappate ad alti pennoni gialli, le onde s’infrangevano di schiuma allungando la linea scura del bagnasciuga, mentre l’urlo dei fischietti riempiva a intermittenza l’aria e mulinelli di sabbia s’attaccavano alla pelle ancora umida dell’ultimo bagno. Lame di luce filtravano da spesse nubi nere, il mare era un’immensa tavola argentata.

In piedi sulla passerella osservava i suoi genitori mentre raccoglievano in fretta giornali e asciugamani appoggiati su due sdraio di stoffa verde e bianca, tra poco sarebbe piovuto e bisognava ancora farsi la doccia e sgombrare la cabina delle ultime cose. Sua madre infilava tutto in una grande borsa di vimini, mentre suo padre provava ad abbottonarsi con una mano sola la camicia, l’altra occupata a tenere il telefono appoggiato all’orecchio, le labbra contratte in una smorfia di disappunto.

Le prime gocce erano scese come pugni d’acqua, grumi di pioggia che esplodevano al contatto con la sabbia, i capelli, la fronte, il corpo tutto, il richiamo di sua madre un’eco lontana, e tutt’intorno i passi rapidi di chi cercava riparo sotto le cabine, un bambino aveva raccolto un pallone e correva stringendolo tra le braccia, un lampo bianco aveva squarciato il nero all’orizzonte, pochi secondi e il rumore assordante di un tuono aveva scosso il mare e avvolto la spiaggia, e i suoi piedi piantati nel legno.

Più tardi A. avrebbe raggiunto i suoi genitori, si sarebbe fatto una doccia, poi in macchina e quindi a casa a preparare le valigie. Prima di partire sua madre gli avrebbe detto che il giorno dopo papà non avrebbe dormito a casa. In viaggio verso Milano la radio avrebbe occupato lo spazio lasciato vuoto da parole ormai dette.

E qualche anno dopo si sarebbe sorpreso a ripensare a quel giorno, quando il vento aveva soffiato forte, portandosi via l’ultimo giorno d’estate.

Annunci

3 thoughts on “L’ultimo giorno d’estate

  1. Sullo sfondo l’odore dolciastro della crema abbronzante e quello molto più gradevole della focaccia ligure. E un velo di profonda malinconia. Bellissimo, forse il migliore. Ciao.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...