Manovre eccezionali.

Preme il tasto rosso e chiude la telefonata. Suo figlio era contento, ha riso in continuazione, mentre gli raccontava dei suoi nuovi compagni di classe. E poi c’è una bambina bionda, con grandi occhi azzurri, è bellissima, papà. La mamma come sta?, Bene, anche se mi rompe le palle con i compiti, Ehi, lo sai che non si dicono certe cose, soprattutto quando parli della mamma, Ok, Me la passi?, Dice che ora non può, vi sentite più tardi. Ora non può. Sono quasi due anni che non si sentono, da quando quella mattina gli ha chiesto di andarsene di casa, la voce ferma, e gli occhi indifferenti. Non ha ancora capito se abbia un altro. Scaccia veloce il dubbio e scola la pasta. Prende una birra dal frigo e si siede a tavola, niente tovaglia, solo il piano di plastica bianca, qualche briciola sparsa, un bicchiere e un tovagliolo di carta. La televisione è come al solito accesa su Rai News 24, l’unico canale che il suo decoder è in grado di intercettare. Fino a qualche tempo fa la cena era uno dei pochi momenti in cui riusciva a ricordarsi come fosse stare in famiglia, il rumore delle posate sui piatti, le discussioni, i pianti di suo figlio quando veniva messo in castigo, il letto matrimoniale dell’Ikea, la luce accecante dello specchio del bagno. Ora, invece, i ricordi non arrivano più agli occhi, ne intuisce le forme, li vede lontani, ma non gli trasmettono più nulla, neanche il rimpianto delle cose che erano state e che avrebbero potuto essere. Appoggia il piatto sporco nel lavello di cucina, si sposta in salotto e si siede sul divano. Apre un libro e comincia a leggere un libro che non gli dispiace. Ride un paio di volte, scorre veloce una ventina di pagina, poi lo richiude e accende il computer. Ci sono tre mail nuove. Due sono di Groupon, che gli suggerisce una cavitazione orale e una cena peruviana a un prezzo d’occasione, e una del suo capo. Le sposta tutte e tre nel cestino. Mentre torna in cucina a prendere un’altra birra, quasi inciampa nella sacca da sport che ha lasciato in mezzo al corridoio. È lì da quasi una settimana. Prima o poi la sposterà. Si risiede a tavola e riaccende la televisione. Il Governo ha appena annunciato una manovra finanziaria da quasi cinquanta miliardi di euro, i sindacati protestano, l’opposizione “fa la voce grossa”, un tizio con i capelli grigi e la voce buffa spiega i motivi degli interventi, La crisi ci ha messo con le spalle al muro, i mercati si aspettano risposte importanti. Appoggia la birra quasi vuota accanto ai fornelli e apre la finestra. Il cielo è blu chiaro, ma non si vedono le stelle. Cinquanta miliardi di euro in due anni sono una bella somma, pensa, poco prima di sfracellarsi al suolo.

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