La posta del cuore

Ciao Massimo Decimo Meridio,

sono Filippo, ho sedici anni e ti scrivo da Milano. Un paio di settimane fa ho conosciuto una ragazza molto carina: bionda, occhi verdi, un sorriso dolcissimo. Ci siamo incontrati alla festa di compleanno di un amico in comune. L’ho notata subito, appena entrata, ma visto che sono timido ho passato buona parte della serata a chiedermi come avrei potuto rivolgerle la parola senza sembrare un coglione. Poi, tutt’a un tratto, è venuta lei da me, a chiedermi se avevo una sigaretta da offrirle. Fortunatamente avevo ripreso a fumare giusto il giorno prima, quindi ho tirato fuori le mie Marlboro rosse e siamo usciti sul terrazzo. Per fartela breve: passiamo le due ore successive a parlare, ci raccontiamo che cosa facciamo nella vita, quali sono le nostre materie preferite, le città che abbiamo visitato con le nostre famiglie, i libri che porteremmo su un’isola deserta; ci raccontiamo pure le nostre storie passate, lei mi dice che è uscita da poco da una relazione sentimentale complicata, durata più di due mesi, e che arrivata a quindici anni ha capito di aver perso anche troppo tempo dietro “le paturnie di quello che avrebbe dovuto essere un uomo e che invece si è rivelato essere solo un bambinone che non sa che fare della propria vita”; che finalmente ha trovato un suo equilibrio, che studia tanto ma che questo non le pesa perché le piace quello che fa, che per la prima volta si sente davvero realizzata: non più bambina ma donna fino in fondo. Alla fine della serata, lei è andata via con una sua amica, ma poco prima di uscire ci siamo scambiati il contatto su facebook. Ero molto contento. Il giorno dopo le ho scritto. Avevo pensato di lasciar passare almeno un paio di giorni prima di farmi sentire, poi mi son detto: “queste cagate lasciamole agli undicenni; hai conosciuto una ragazza che ti piace – ed era un sacco che non ti capitava –, hai passato quasi due ore a parlare con lei, avete riso e scherzato, che bisogno c’hai di fare il prezioso?”. Naturalmente non le ho chiesto subito di vederci: le ho scritto un messaggio simpatico, prendendola in giro per una cosa che mi aveva detto la sera prima, mi sembra che c’entrasse una versione di latino, e ho messo due puntini di sospensione alla fine. Non tre: due. Odio chi mette troppi puntini di sospensione. Lei mi ha risposto quasi subito: “^-^”. Da lì abbiamo iniziato a scriverci un paio di messaggi al giorno, per quasi una settimana. Sempre cazzate, eh, però un sacco divertenti. Fatto sta che un giovedì pomeriggio ho preso coraggio e le ho proposto di uscire con una chattina su Fb: “Stasera andiamo alle Colonne?”. Mi ha risposto un paio d’ore dopo: “Scusa ma stasera ho un impegno. Sentiamoci più in là”. Ecco, caro MDM, ti confesso che questa risposta mi ha davvero spiazzato. E ora non so bene che fare. Spero che saprai darmi uno dei tuoi sempre saggi consigli.

Ciao,

Filippo

 

Caro Filippo,

innanzitutto grazie per la tua lettera, mi fa sempre piacere scoprire che la platea dei miei lettori comprende anche giovani fanciulli, che muovono i primi passi nell’orizzonte plumbeo dell’agone amoroso. Mi chiedi d’indicarti quale strada imboccare, dopo che la donna che brami pare aver socchiuso le porte del suo cuore, con quella risposta tanto ruvida quanto inaspettata. Ebbene, ecco allora il mio consiglio, che ti sussurro sommessamente e che ti prego di prendere per quello che è: una semplice manciata di parole gettate lì, davanti al tuo giovane volto, da un uomo di mezz’età, che ancora oggi si muove spaesato tra le cose della vita. Mandala a cagare. 

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3 thoughts on “La posta del cuore

  1. Ciao mdm,

    Io ho vissuto una situazione simile a Filippo e lo capisco.
    Ho gettato il cuore oltre l’ostacolo (come ad ascot) e ho sciorinato il mio miglior repertorio di citazioni yankee-meneghine ma lei sembra voler prendere tempo prima di rivedermi.
    LE avevo proposto di vederci stasera o domani o in qualsiasi altro momento durante il ponte, solo che il 12 dicembre ho giá un impegno e ho voluto dirglielo in tutta onestá. Non é che magari ha pensato che io me la tiri troppo? Dove ho sbagliato?

    Fantino’80

  2. Ciao mdm,

    purtroppo anch’io ho assaporato l’agre sapore che un due di picche sa darti. Poi, però, ho trovato un ottimo palliativo, che ha finito per risolvere definitivamente paure ed insicurezze: in via Toledo e ai quartieri spagnoli sono infatti conosciuto come “o’plaiboi”.
    Un saluto a tutte le mie fans!
    Il piccolo Lucio

  3. Ciao MdM,
    puoi dare un consiglio al giovane Filippo: realizzare un calendario, come quello che fecero alcuni baldi giovani in una famosa scuola milanese, per poi rivenderlo alle compagne. Metti mai che la notorietà convinca la fanciulla a dare una chance al buon Filippo. Se anche la pubblicità non funziona, allora c’è sempre la soluzione della corda in un uggioso pomeriggio di novembre…

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