Buono

Accende una sigaretta. Buona, pensa. Poi gli viene in mente quel tizio della pubblicità che sorseggia un caffè alla sei del mattino dopo una notte passata a scrivere – perché lui scrive a qualsiasi ora, però “c’è un momento quando arriva la sera in cui scrivere diventa un piacere” –, abbassa la tazzina, sorride compiaciuto e sospira: “Buono”. Ma vaffanculo, tu e quell’aria da Baricco drogato. Spegne la sigaretta, gli è passata la voglia.

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