Il piacere

E smette di ascoltarla. Non c’ha più voglia: lascia che il rumore delle sue parole si perda nell’aria, massa informe di suono senza senso che rimbalza impotente sul velo d’indifferenza che ha steso intorno a sé. Gli occhi le fissano il viso ma non la guardano più, e un ghigno impercettibile compare sul suo volto. Nel silenzio ovattato del suo cervello apre senza fretta l’armadio dove ha pazientemente riposto le debolezze di lei, quelle che ha imparato a conoscere e a proteggere in tutto questo tempo. Le passa in rassegna una a una, meticolosamente. Alla fine trova quello che cercava.

Solo allora inizia a parlare. In un primo momento lei non capisce. Alza la voce, vuole finire il discorso che aveva iniziato. Come al solito non hai ascoltato un cazzo, gli urla in faccia con violenza. Quando tace, finalmente, il tono piatto della voce di lui s’impossessa della stanza. Scandisce lentamente le parole che con tanta cura ha selezionato. Lei ammutolisce. Lui affonda i colpi, uno dopo l’altro. Colpisce dove fa più male, la investe con quella cattiveria che non ha nulla di animalesco, perché è solo degli uomini.

Lui sa bene quello che sta facendo. È lucido, come non lo è stato mai. La osserva mentre il dolore le inaridisce il viso. E un piacere perverso lo invade, mentre distrugge ciò che ama.

Annunci