E’ tardi, perché non vieni a dormire?

In fondo te la stai cercando.

Se ora sei in studio, seduto davanti a un computer, sulla scrivania cumuli di carta e un codice aperto alla stessa pagina da cinque giorni, per terra altra carta e un altro codice di due anni fa, e una penna che non trovi, skype rosso occupato, e quel documento che cazzo prima poi dovrai finire e invece apri la pagina delle note su fb e prendi l’ennesima pausa, il cervello sta andando a puttane, hai bevuto un caffè doppio, tra un’ora prenderai un taxi che ti porterà a casa e domattina la sveglia suonerà alle cinque, partenza alle sei, devi essere a Livorno in tempo, poi tornerai a Milano e dopo domani sei ad Alessandria, e ti vengono in mente poche città tristi come Alessandria, e comunque stanno tutte in Piemonte, ma solo perché la Calabria non entra in classifica, e, insomma, se ora sei in studio e stai scrivendo questa nota significa che qualcosa non va, forse hai tanti amici con cui chatti, magari hai appena fatto una lunga telefonata con una persona che non sentivi da tanto tempo, quella voce ti ha fatto sentire a casa, ma c’è qualcosa che non va, forse è solo che eri convinto che andava bene così, che spegnere il cervello alla fine è facile, che il lavoro adesso ti porta via tempo ma poi qualcosa ti tornerà indietro, insomma stai facendo un investimento, prima o poi arriveranno i soldi, ma è inutile che cambi discorso, alla fine ora stai solo scrivendo una nota su fb e speri che qualcuno ti legga, e forse lo fai solo per quello, ma allora perché stai ancora scrivendo per chi lo stai facendo chi deve leggerti, perché sei ancora qui in mezzo alla notte a invidiare quelle luci accese su camere da letto di famiglie forse tristi ma che in fondo sono famiglie e lì qualcuno in carne e ossa c’è che a un certo punto mentre stai scrivendo una nota su fb ti accarezza la testa e ti sussurra “è tardi, perché non vieni a dormire?”.

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Lei

Sono le parole che non aveva cercato, quelle di cui ora non può più fare a meno. Un desiderio che non ha corpo, non ancora, nato sulla linea di confine tra Luce e Buio. Scrivimi, pensa, perché ho voglia di leggerti.

Un altro caffè, grazie. Poi passiamo ai secondi.