Ho smesso di fumare

Ore 22,17. Sms. Mittente: E.

Sto vedendo una trasmissione su rai2 che si chiama Solo per amore. Per ora gli ospiti sono stati Aldo Montano e fidanzata, Sgarbi, Johnny Dorelli (!), Loredana Lecciso con Luca Word (?) e infine Orietta Berti che ha cantato Tu vo fa l’americano. Al momento sta ripetendo meccanicamente “whisky e soda e rock and roll”. Nel frattempo sky tg 24 ha annunciato che nella giornata di oggi Zuckerberg ha raddoppiato il suo patrimonio personale passando da 7 a 14 miliardi di dollari

Appoggia il cellulare accanto a un vassoio di plastica rossa, sullo schermo rimane l’impronta di due dita unte. Raccoglie dal vassoio quel che resta di un panino avvolto in carta bianca riciclabile mentre mastica un paio di patatine fritte, poi un lungo sorso di coca cola annacquata dal ghiaccio sciolto. Nel tavolo di fronte al suo una coppia di ragazzi siede silenziosa da diversi minuti, non hanno ancora scambiato una parola. Il silenzio non sembra imbarazzarli, forse sono solo stanchi di parlare.

Il tavolo alla sua destra è invece occupato da una famiglia sudamericana. Il figlio più piccolo è in piedi di fronte alla mamma, immobile, le mani serrate in minuscoli pugni, piange. Il fratello gioca con un videogame portatile. I genitori litigano. Poco più in là, un vecchio che indossa un cappotto sgualcito dorme su una sedia, la testa riversa all’indietro. Forse è morto, pensa. Un commesso svogliato passa la scopa per terra. Una ragazzina dal trucco pesante ride sguaiata al telefono.

Riprende in mano il cellulare e risponde al messaggio.

Oggi ho smesso di fumare. Costava troppo.

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Buono

Accende una sigaretta. Buona, pensa. Poi gli viene in mente quel tizio della pubblicità che sorseggia un caffè alla sei del mattino dopo una notte passata a scrivere – perché lui scrive a qualsiasi ora, però “c’è un momento quando arriva la sera in cui scrivere diventa un piacere” –, abbassa la tazzina, sorride compiaciuto e sospira: “Buono”. Ma vaffanculo, tu e quell’aria da Baricco drogato. Spegne la sigaretta, gli è passata la voglia.

Buio

Ci sono pasti che s’interrompono, così. Una parola che non dovevi dire, un bicchiere lanciato in faccia all’improvviso, l’imbarazzo dei tavoli accanto. E tu, al centro di una scena che avresti volentieri evitato di interpretare, crudele contrappasso della tua smania di protagonismo. Appoggi, lento, il tovagliolo sul tavolo e ti alzi. La prima boccata di sigaretta è un orgasmo violento, poi solo passi, uno dopo l’altro. E, infine, buio.

Altrove

Quando risponde è altrove. Seduto a un tavolino di un bar, in compagnia di una grappa e di qualche vecchio che gioca a carte. C’è anche Emilio Libonati, con la sua dozzina di inverni. La piazza è in cima a una strada che scende ripida verso una chiesa gotica, chiazza bianca in un mare di nero. Deve smettere di fumare, ha biascicato mentre si arrampicava sui ciottoli della sua ultima destinazione.

“Ok per domenica. Dove ci vediamo?”.

L’ha conosciuta per caso, qualche giorno fa. Quando è entrato come al solito non sapeva che cosa avrebbe comprato, ma tra i libri si è sempre perso volentieri. Le copertine rigide gli stanno in culo, è il pensiero non troppo articolato che si è frantumato all’improvviso quando l’ha vista. Occhi verdi e capelli castani, direbbe la carta d’identità. Gran belle tette, aggiungerebbe un suo amico, poeta.

Stavolta non è arrivato neanche a due, e le ha parlato. Voce incerta e frasi banali sono stati il suo biglietto da visita, e lei che lo fissava. Ha provato a rifugiarsi in discorsi già fatti, strade sicure che ha percorso mille volte, ma lei continuava a stanarlo. Il tempo si è distratto per un po’, divertito da quei due strani individui che si studiavano da lontano. Quando si sono salutati le ha chiesto il numero di telefono. Poi le ha scritto.

Ora osserva il cellulare. Domenica è un bel giorno per rivedersi, pensa. Ferma la cameriera e chiede il conto. Fattura, grazie: quando è in trasferta per lavoro il pensiero del rimborso rende più dolce il sapore dei piaceri che si concede. Risponderà più tardi. Senza accorgersene ha preso una sigaretta dal pacchetto mezzo vuoto. La strada del ritorno è in discesa: per smettere di fumare c’è sempre tempo.